giovedì 28 febbraio 2019

Due gemelli eterozigoti, ma forse il secondo è adottato

Troppo diversi tra loro, un padre e una madre onnipresenti affettuosi e premurosi con il primo. Troppo duri e distaccati con il secondo. No non sono proprio figli legittimi, sto parlando del dipendente pubblico e di quello privato: due gemelli eterozigoti, e forse il secondo è pure adottato. Al dipendente pubblico, il primo giorno di "scuola" viene accompagnato dai genitori, la merenda nella cartella, 10 mila lire per gli imprevisti messi nella seconda cerniera, raccomandazioni alla maestra: sa il nostro Luigino è un bambino sensibile.

Nel dipendente privato, la scena fu più o meno questa: quello è lo zaino, il diario dell'anno scorso, vai avanti di un giorno mi raccomando. Un quaderno per almeno due materie, questo è un euro, portami il resto. Il fatto è triste direbbero a Bari. Sono talmente eterozigoti che gli alleli si schifano tra di loro. 

Non c'è una colpa univoca, probabilmente il primo è stato talmente desiderato e voluto mentre il secondo è stato un guizzo di farfalla, un foro nella camera d'aria di un goldone o per i più romantici guanto di parigi. Ma tralasciando le metafore familiari vorrei sottoporvi alcune sostanziali differenze tra un dipendente statale e un dipendente privato che non a caso si chiama così perchè è stato privato di molto:

Arrivo in ritardo in azienda:

Dipendente Pubblico: Oggi ho badgiato un'ora dopo, vabbè vorrà dire che vado via un'ora prima.
Dipendente Privato: A rapporto dal capo, lei questo mese è la seconda volta che arriva in ritardo, alla terza parte la lettera di richiamo. 

E a nulla valgono le giustificazioni: guardi che un ATAC è andato a fuoco sulla Tuscolana, la metro a Giulio Agricola è stata ferma due ore perchè se so fregati il rame. C'era lo sciopero dei COBAS. 
No, sei uno stronzo a prescindere, profittatore, mangia pane a tradimento di colui che ogni tre mesi ti accredita un mese di stipendio. 

Il tuo orario di lavoro finisce alle 16.30

Dipendente Pubblico: alle 16.28 è in auto che ha portato a lavare al car wash cingalese alle 11.00 di questa mattina. 
Dipendente Privato: alle 16.31 varca la soglia dell'uscita, viene ripreso perchè se un minuto dopo è già sull'uscio della porta significa che ha incrociato le braccia almeno alle 16.20. 

Ovviamente quando uno inizia a lavorare mezz'ora prima si fa finta di non vedere perchè fondamentalmente nessuno ce lo ha chiesto. 

Chiedi un giorno di ferie:

Dipendente Pubblico: Chiedere? A funziona cosi?
Dipendente Privato: Il capo: ma come, proprio ieri abbiamo fatto la riunione in cui si è detto che la nostra azienda quest'anno ha perso il 3% su base annua del fatturato e le sembra questo il momento di andare in ferie?

Ovviamente su alcune cose ho scherzato e calcato un pò la mano, o meglio le dita, però c'è ancora molto divario tra il settore pubblico e quello privato in Italia. Ci sono realtà lavorative in cui lo stress è alto e andare a lavoro tutti i giorni è pesante, se non fosse per la pagnotta che si riesce a portare a casa. Penso che l'atto di uscire per andare a lavorare debba essere un piacere, perchè se ci andiamo contenti lavoriamo meglio, ne sono esempio gli studi condotti negli States sulla produttività del dipendente in alcune condizioni come ad esempio il proprio amico a 4 zampe sotto il tavolo, l'asilo interno per le mamme, acqua e frutta fresca per i dipendenti ogni paio d'ore. Ma non è solo questo, è proprio la necessità di distendere il clima, di non cercare l'errore a tutti i costi, di non soffermarsi sulla pagliuzza nell'occhio perchè spesso, diciamocelo, i capi non vedono proprio la trave.

Un collega alcuni anni fa mi ripeteva sempre: Tanto non te la danno la medaglia.  


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