Dobbiamo pensare che ci vogliono ignoranti così ci controllano meglio? Un articolo de "Il Sole24Ore" dice che siamo penultimi in Europa per numero di laureati e che laurearsi porta a 3 anni dal conseguimento del titolo ad un lavoro nel 64% dei casi (contro il 94% della Germania ndr). Ma i dati andrebbero anche contestualizzati cosa che non viene fatta il più delle volte. Vanno visti i contratti: oggi puoi assumere un laureato per una mansione dove occorre la laurea con una qualifica inferiore.
Leggiamo che ogni anno migliaia di italiani si trasferiscono all'estero in cerca di fortuna, i più facoltosi hanno un biglietto aereo, altri fanno dei veri e propri viaggi della speranza con i pulman. Partono nel cuore della notte, lasciano le loro case come fossero latitanti. Il problema è che qui in Italia non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena e decidono di bruciarsi gli ultimi soldi investendoli in una speranza. La disperazione si chiama mancanza di lavoro.
Già, il lavoro, oggi viviamo nel più grande paradosso della storia - Cercasi giovani con esperienza - ma dico, assodato che l'università e più in generale il sistema scolastico non prepara al mondo del lavoro, questa esperienza, ma chi me la deve far fare? Le aziende vogliono il prodotto già confezionato: meno di 30 anni, laurea specialistica, almeno 3 anni di esperienza, conoscenza dell'inglese. Completano il profilo: non fare troppe domande e non avere il brutto vizio di reclamare i propri diritti.
Leggiamo che ogni anno migliaia di italiani si trasferiscono all'estero in cerca di fortuna, i più facoltosi hanno un biglietto aereo, altri fanno dei veri e propri viaggi della speranza con i pulman. Partono nel cuore della notte, lasciano le loro case come fossero latitanti. Il problema è che qui in Italia non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena e decidono di bruciarsi gli ultimi soldi investendoli in una speranza. La disperazione si chiama mancanza di lavoro.
Già, il lavoro, oggi viviamo nel più grande paradosso della storia - Cercasi giovani con esperienza - ma dico, assodato che l'università e più in generale il sistema scolastico non prepara al mondo del lavoro, questa esperienza, ma chi me la deve far fare? Le aziende vogliono il prodotto già confezionato: meno di 30 anni, laurea specialistica, almeno 3 anni di esperienza, conoscenza dell'inglese. Completano il profilo: non fare troppe domande e non avere il brutto vizio di reclamare i propri diritti.
Che poi il "meno di 30 anni" merita un approfondimento. La mia domanda è: E' costituzionale discriminare un lavoratore solo perchè ha spento 31 candeline? In Italia pare di si. Non ci sono contributi e se sei donna sei nell'età in cui vuoi diventare mamma e la maternità si sà, costa alle aziende. Ma allora perchè l'Istat ci rompe i coglioni con la storia che siamo diminuiti di 5 milioni negli ultimi anni? Veramente credono che la colpa sia dei prezzi dei televisori sempre più bassi?
Ma io non ce l'ho con gli imprenditori, o meglio, non è solo colpa loro. Di sicuro lo Stato ha abbandonato anche loro, sono tartassati e se spesso non si comportano come dovrebbero, forse sono anche stanchi di servire da bancomat. Tuttavia discorso diverso è sull'umanità che spesso manca a qualche imprenditore. D'altro canto ho conosciuto dipendenti che forti di un contratto stabile, si alzavano la mattina e inviavano il certificato medico solo perchè quel giorno gli pesava il culo. Siamo un popolo strano, spesso ho dato la colpa alle dominazioni dei secoli passati che c'hanno imbarbarito, hanno tirato fuori in noi quella che i napoletani chiamano la "Cazzimma". Che se vai a chiedere ad un napoletano cosa è, non ti sa rispondere neanche lui. Se c'è una cosa che mi sta sulle palle, sono le vie di mezzo. Ma in questo caso penso che tutti noi, imprenditori e dipendenti, capitalisti e proletari, chi produce e chi magna, debbano venirsi incontro.
Perchè se da una parte quando ti siedi davanti ad un esaminatore per un colloquio di lavoro egli pensa: come posso massimizzare il mio profitto minimizzando il suo costo. Dall'altra parte il dipendente pensa: come faccio a illuderlo con una produttività alta lavorando il meno possibile?
Oggi le aziende, pubbliche e private vivono costantemente sotto organico. E quando il lavoro aumenta non si pensa ad aumentare anche le unità di personale, si cerca di ottimizzare (grossolanamente) il personale in servizio. Ci si aspetta dunque che la produzione aumenti nella stessa unità di tempo. Per questo ci vuole una legge che in base alla mole di lavoro di un'azienda, si obblighi quest'ultima ad avere un tot di unità lavorative. Ma il lavoro deve essere sgravato dagli oneri fiscali, perchè l'impresa non deve avere più alibi sul costo del personale. E chi assume (indipendentemente dall'età) deve essere premiato. Pur essendo io un dipendente, credo che la nostra classe imprenditoriale all'estero farebbe scintille. A patto che tutti ritrovassimo il significato di etica del lavoro. Ma poi perchè per avere maggiori chance chi è nato in un posto deve emigrare? Lo sappiamo tutti quanto è buona la parmigiana di mammà. Le complesse dinamiche della nostra società hanno in un certo senso intaccato anche la morale, che è tra le prime cose che salta quando si mettono in discussione principi e diritti. Oggi ci ritroviamo davanti a veri e propri bipolari che ostentano onestà e disprezzo per il compromesso dall'alto del loro posto di lavoro o dello statu quo in cui si trovano grazie ad una paturnia, un'amicizia o quant'altro. Te li ritrovi la sera a cena che inveiscono contro la politica, quando loro stessi se potessero fare una risonanza magnetica, contando sulla conoscenza della caposala o dell'amministrativo di turno di un ospedale di turno, accetterebbero di buon grado. Anche questa è corruzione, la corruzione è dove si toglie ad uno un diritto, per trasferirlo a se stessi o ad altro soggetto. Purtroppo è un processo inconsapevole, accettiamo un beneficio senza accorgerci che stiamo togliendo ad un altro un diritto. La meritocrazia, sembra più uno slogan che una battaglia politica. Ma poi come possiamo aspettarci che lo sia, non possiamo chiedere ad un cinghiale di arrostirci le salsicce. L'onesta tornerà di moda dicevano, come i pantaloni a vita alta, dico io. Gli inglesi invece direbbero: beyond me.
Sfortunatamente per noi i popoli dell'Europa del Nord battono i popoli mediterranei 6-0. La concezione della famiglia, la relazione vita privata - lavoro, sono aspetti importanti e non "osteggiati" dallo Stato. Spero un giorno di tornare a sentirmi orgoglioso di essere italiano, non posso esserlo solo quando si parla di pizza e cose buone da mangiare. Perchè è pure vero che l'alimentazione tedesca o inglese lascia a desiderare e i loro palati andrebbero processati per direttissima, però preferisco ficcarmi un currywurst nel culo tutti i giorni (e a Berlino sono particolarmente spessi), ma conservare un barlume di dignità.
Perchè se da una parte quando ti siedi davanti ad un esaminatore per un colloquio di lavoro egli pensa: come posso massimizzare il mio profitto minimizzando il suo costo. Dall'altra parte il dipendente pensa: come faccio a illuderlo con una produttività alta lavorando il meno possibile?
Oggi le aziende, pubbliche e private vivono costantemente sotto organico. E quando il lavoro aumenta non si pensa ad aumentare anche le unità di personale, si cerca di ottimizzare (grossolanamente) il personale in servizio. Ci si aspetta dunque che la produzione aumenti nella stessa unità di tempo. Per questo ci vuole una legge che in base alla mole di lavoro di un'azienda, si obblighi quest'ultima ad avere un tot di unità lavorative. Ma il lavoro deve essere sgravato dagli oneri fiscali, perchè l'impresa non deve avere più alibi sul costo del personale. E chi assume (indipendentemente dall'età) deve essere premiato. Pur essendo io un dipendente, credo che la nostra classe imprenditoriale all'estero farebbe scintille. A patto che tutti ritrovassimo il significato di etica del lavoro. Ma poi perchè per avere maggiori chance chi è nato in un posto deve emigrare? Lo sappiamo tutti quanto è buona la parmigiana di mammà. Le complesse dinamiche della nostra società hanno in un certo senso intaccato anche la morale, che è tra le prime cose che salta quando si mettono in discussione principi e diritti. Oggi ci ritroviamo davanti a veri e propri bipolari che ostentano onestà e disprezzo per il compromesso dall'alto del loro posto di lavoro o dello statu quo in cui si trovano grazie ad una paturnia, un'amicizia o quant'altro. Te li ritrovi la sera a cena che inveiscono contro la politica, quando loro stessi se potessero fare una risonanza magnetica, contando sulla conoscenza della caposala o dell'amministrativo di turno di un ospedale di turno, accetterebbero di buon grado. Anche questa è corruzione, la corruzione è dove si toglie ad uno un diritto, per trasferirlo a se stessi o ad altro soggetto. Purtroppo è un processo inconsapevole, accettiamo un beneficio senza accorgerci che stiamo togliendo ad un altro un diritto. La meritocrazia, sembra più uno slogan che una battaglia politica. Ma poi come possiamo aspettarci che lo sia, non possiamo chiedere ad un cinghiale di arrostirci le salsicce. L'onesta tornerà di moda dicevano, come i pantaloni a vita alta, dico io. Gli inglesi invece direbbero: beyond me.
Sfortunatamente per noi i popoli dell'Europa del Nord battono i popoli mediterranei 6-0. La concezione della famiglia, la relazione vita privata - lavoro, sono aspetti importanti e non "osteggiati" dallo Stato. Spero un giorno di tornare a sentirmi orgoglioso di essere italiano, non posso esserlo solo quando si parla di pizza e cose buone da mangiare. Perchè è pure vero che l'alimentazione tedesca o inglese lascia a desiderare e i loro palati andrebbero processati per direttissima, però preferisco ficcarmi un currywurst nel culo tutti i giorni (e a Berlino sono particolarmente spessi), ma conservare un barlume di dignità.

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